La vecchia storiella della filiera di governo.

La vecchia storiella della filiera di governo.

fondi ueIn politica (e in politichese) molti si riempiono la bocca con il termine “filiera di governo” che sostanzialmente significa questo: “se la mia parte politica governa il Paese e la Regione, il mio Comune avrà più possibilità di ricevere fondi pubblici per realizzare le opere necessarie alla comunità”.

Il concetto di “filiera di governo” (che per anni è stata pratica politica quotidiana) contiene, nei fatti, il virus dell’ingiustizia e non è più praticabile. Dico di più. Chi utilizza ancora questi concetti obsoleti mente (sapendo di mentire) al proprio interlocutore ed è rimasto prigioniero dell’idea di un sottosviluppo locale da prima repubblica: “conosci l’onorevole e avrai”.

Se fosse così avremmo la metro, le terme, l’aeroporto, il porto, l'autostrada, la cittadella giudiziaria, il palazzetto dello sport e lo stadio nuovi, la discarica di Montello chiusa, le strade senza buche, la differenziata al 100%. Si perché il nostro territorio di rappresentanti istituzionali e “santi in paradiso” ai massimi livelli ne ha avuti, eppure non basta e, aggiungo, basterà sempre meno. Questo perché oggi, e nel prossimo futuro, il grosso dei fondi pubblici per lo sviluppo regionale verrà da Bruxelles e per intercettarli non bisogna avere raccomandazioni bensì una classe dirigente e tecnici capaci di progettare, preparare dossier di candidatura e rendicontare le spese.

Lo dicono i numeri. Degli oltre 47 miliardi messi a disposizione dall’UE per la passata programmazione settennale solamente 35 sono stati spesi nel nostro Paese, e circa 13 miliardi rischiano di tornare indietro. Mancano tre mesi alla fine dell’anno e qualche altro “spiccio” verrà di certo recuperato ma un fetta consistente di questi soldi verranno persi (non spesi).

Sia i fondi strutturali europei che i fondi diretti richiedono capacità progettuale, consulenze qualificate, programmazione territoriale comune, partership euopee, cabine di regia. Se non c’è questo non ci sarà filiera che tenga.

Un esempio? Nella prima metà dell’anno in corso il Decreto Mutui del Governo ha dato la possibilità alle Regioni di stipulare finanziamenti trentennali a tasso zero da devolvere ai comuni per opere su edifici scolastici. Sapete quanti euro ha ricevuto il Comune di Latina? Zero. Pensate che sia accaduto perché alla Regione e al Governo c’è il centrosinistra nemico? Ebbene non è così. Il Comune ha partecipato al bando ma non ha ottenuto fondi perché ha dovuto ammettere di non avere nel cassetto UN SOLO PROGETTO DEFINITIVO DI SISTEMAZIONE E MESSA IN SICUREZZA DI UN PROPRIO EDIFICIO SCOLASTICO. Avete capito bene. A Latina per sistemare le scuole servono 15 milioni di euro ma il Comune non ha un solo progetto immediatamente cantierabile.

Un altro esempio? L’UE e la Regione ce li hanno dati i soldi (fondi PLUS) per realizzare le opere al mare ma molti di questi torneranno a Bruxelles perché i cantieri verranno chiusi oltre i termini temporali stabiliti. Quale “santo i paradiso“ ti salva se le premesse sono queste? Quale filiera? Nessuna.

Vogliamo continuare? La Regione ha stanziato 377 mila euro per la realizzazione del centro sociale a B.go Piave e il recupero della vecchia scuola. I lavori sono stati appaltati, sono cominciati e non sono mai finiti. Il motivo? La ditta appaltatrice ha fatto i bagagli perché Regione e Comune (in crisi di liquidità) hanno ritardato terribilmente il pagamento degli stati avanzamento lavori. Potrei continuare fino ad annoiarvi.

Competitività, sostenibilità, inclusione, capacità, eccellenza. Serve questo per crescere. Il resto non è filiera ma è barriera. Vecchia roba!

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